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Arona, Lago Maggiore, Italia

AronaNei pressi di Arona, nella zona del Parco Naturale Dei Lagoni di Mercurago, fu ritrovata la prima palafitta in territorio italiano.
Questa abitazione primitiva, che risale al periodo che va dall’età del Neolitico all’età del bronzo, testimonia la presenza di insediamenti umani nella zona.
Arona potrebbe essere stata così chiamata da successive popolazioni celtico-galliche che vi dimorarono. L’origine del nome deriverebbe da particelle celtiche on=acqua e art=altura, ossia “altura sull’acqua”.

Per l’impero romano, impegnato nella conquista delle Gallie, Arona fu passaggio e sosta obbligata dell’esercito sulla strada per la Val d’Ossola e il Sempione.
Numerosi i reperti e i materiali di età romana, con pezzi di particolare interesse, rinvenuti e conservati nel museo della città situato nel centro storico: urne, vasi di terracotta e monete. In epoca recente si è scoperto, sotto il pavimento della chiesa di San Giuseppe, una fornace romana e un crogiolo per la fusione dei metalli.
Con la caduta dell’Impero Romano, la città subì varie dominazioni da parte dei Bizantini, dei Longobardi e dei Franchi di Carlo Magno.

Nel 979 il conte Amizzone del Seprio, capitano nelle milizie di Ottone I, fece erigere l’Abbazia di S. Salvatore nella quale furono deposti i corpi dei martiri cristiani Graziano e Felino, soldati romani di stanza a Perugia perseguitati all’epoca dell’imperatore Decio per non aver voluto rinnegare la loro fede. Il conte traslò le spoglie da Perugia ad Arona adempiendo ad un voto, da lui fatto, per espiare una scomunica e divenne il primo abate del monastero benedettino. Da questo momento sul territorio convivranno i due poteri che caratterizzano la società del periodo medievale: il potere temporale dell’imperatore quello spirituale del Pontefice.
L’abbazia benedettina governò il luogo fino a che non divenne dominio dei Milanesi e dei Torriani, passando poi ai Visconti che nel 1439 cedettero a Vitaliano Borromeo il feudo di Arona. Inizia l’ascesa dei Borromeo che si protrarrà fino all’abolizione dei feudi.
Vitaliano visse i disagi politici legati alla fine del dominio visconteo, all’avvento della Repubblica Ambrosiana e infine all’affermazione di Francesco Sforza. Sotto gli Sforza la Rocca deve difendersi dagli attacchi delle milizie di Francia, ma intorno al 1530 si consolida la dominazione spagnola.

Alla dominazione spagnola di Arona seguì quella degli austriaci, ma con il trattato di Worms (1745) torna ai Savoia e Carlo Emanuele III la eleva al rango di città, tuttavia figura così classificata, per la prima volta, nel Regio Editto Postale emanato nel marzo del 1836.
In Francia scoppia la rivoluzione e i francesi, in lotta con i piemontesi, tornano a dominare Arona, ma per poco perché ben presto la città è di nuovo in mano agli austriaci.
Con la discesa di Napoleone alla conquista dell’ Italia, le milizie francesi assediano il forte e a seguito degli accordi di pace fra Napoleone e l’Austria, la Rocca viene demolita l’11 luglio 1801. Nonostante l’intervento devastante dei francesi conserva oggi alcuni torrioni, parti di mura del castello e un arco d’ingresso.
Per circa mezzo millennio Arona ha subito le vicende belliche strettamente legate alla fortezza ed eliminando la prensenza militare, si è dato il via alle istituzioni e alle strutture civili.
In seguito al crollo dell’impero napoleonico (Waterloo 1815) Arona tornò ai Savoia durante il Congresso di Vienna (1814-1815), fino alla proclamazione dell’Unità d’Italia (1870).
La città progredì economicamente, così come l’intera nazione. Con la realizzazione, nel 1855, della linea ferroviaria Novara-Arona si potenziarono i collegamenti con il resto d’Italia e il centro Europa, grazie anche alla navigazione, già ampliamente attiva, del Lago Maggiore. Si affermarono attività industriali, ma ancor più alberghiere favorite da un fiorente turismo.
A fine secolo si verificò la più disastrosa inondazione del lago, in Arona vi sono targhe che ricordano questo evento e segnano il livello a cui l’acqua giunse all’epoca.
Arona è oggi sede di meeting e congressi, inoltre vanta anche un’importante fiera campionaria. Dispone di una notevole offerta di possibilità lavorative e di trascorrere il tempo libero, essendo in condizioni di avvalersi di importanti snodi aeroportuali e autostradali ottimamente collegati con tutta Italia.